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FALCO INVESTIGAZIONI DI Cannella Davide - Via A. De Gasperi , nr.83 / 55100 Lucca / P.IVA 01288520461 Istituto abilitato alle indagini e alle investigazioni previste dagli artt. 134 Tulps e e art.327 bis e seg. del Codice di Proc. Penale
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DELITTO DI BACCAIANO - clamorose rivelazioni sul duplice omicidio del giugno del 82’

Clamorose rivelazioni sul duplice omicidio del giugno dell’82. L’investigatore, Davide Cannella, sostiene di conoscere l’assassino. Il film sul Mostro di Firenze, in programma il giovedi su Fox Crime, ha 'affrontato' anche il duplice omicidio di Baccaiano, avvenuto nel giugno ‘82 (Antonella Migliorini e Paolo Mainardi le vittime), suscitando reazioni contrastanti: invero, a Montespertoli la ferita e' ancora aperta e c'e' poca voglia di riparlarne. La pellicola ripercorre in pratica gli atti giudiziari, e riporta alla ribalta un caso, quello del Mostro, che da oltre quarant’anni tiene col fiato sospeso Firenze. Ne abbiamo parlato con un investigatore che collabora con l’avvocato Nino Filasto', storico difensore di Mario Vanni. E' Davide Cannella, dell’agenzia investigativa Falco di via Veneto a Lucca. Occorre premettere che, come conferma Cannella, gli accertamenti sono ancora in corso, e quindi non ci si puo' spingere oltre certi limiti. Cannella sostiene di avere in mano il nome del vero mostro, e che il duplice omicidio di Montespertoli rappresenta in tal senso una delle chiavi di volta. Anzi: di vera e propria svolta. Avrebbe compiuto tutti gli 8 delitti? "Tutti tranne uno, quello del 1983, a Giogoli. Perche' in quel momento si trovava in galera. Guardacaso, e' il duplice omicidio definito anomalo, perche' le vittime furono due uomini e non un uomo e una donna. Erano i due giovani tedeschi nel furgone. Quel delitto forse e' stato compiuto da qualcuno comunque molto vicino al nostro nome". Cannella spiega che questo nome appartiene a quello che era il clan dei sardi, "clan assolutamente da non sottovalutare, a quell’epoca. Forse aveva avviato una scalata criminale dentro il gruppo". Come si e' sviluppata la vostra investigazione? "Mi sono sempre dovuto confrontare con la storia del Mostro. Prima ero nell’Arma, ora sono investigatore privato. La conosco bene. Bisogna ricordare che, dopo che alcuni di questi omicidi erano avvenuti, una lettera anonima arriva agli inquirenti. Questa lettera dice che bisogna andare indietro a ricercare nel delitto del ‘68 a Signa per spiegare la serie. Dunque: chi può sapere che il duplice omicidio del ‘68 e' collegabile agli altri ? Di certo, uno che e' ben addentro alla faccenda, non un estraneo. Questa lettera anonima non c'e' piu''. E' stata perduta. Torniamo al nostro nome: ci sono agli atti testimonianze importanti che affermano che questi aveva la pistola, che seguiva Barbara Locci prima della sua atroce fine nel ‘68, che minacciava. Avrebbe tenuto la pistola in un baule della lambretta. Sapeva sparare, andava al poligono di tiro". Questo ‘nome’ ha abitato anche nell’Empolese, e sarebbe stato visto in zona anche nell’imminenza dell’omicidio Migliorini-Mainardi. Aveva alibi per gli altri omicidi? "Non si trovano alibi. Neppure per l’omicidio del 1985, quello agli Scopeti. E' possibile che, sulle stesse modalità del primo omicidio del ‘68, stesse tentando una scalata criminale". Tornando all’omicidio di Baccaiano, perche' e' fondamentale la sua ricostruzione? "Proprio perche' quella sera, il nostro nome aveva forse compiuto un sopralluogo, poi la sera stessa dopo l’uccisione dei due giovani era andato ad abbandonare la macchina lontano. C'era stato un intoppo: dopo l'uccisione, non poteva praticare le famigerate escissioni sulla piazzola proprio a fianco della strada. Allora si e' messo lui, il mostro, alla guida della macchina per raggiungere un luogo più appartato, macchina che pero' e' finita nel fosso sull'altro lato della strada. Vistosi in pericolo, il mostro ha abbandonato li l'auto, ha sparato ai fari e ha gettato via le chiavi. Ci sono giovani testimoni che percorrevano lo stradone in macchina: all'andata hanno visto l'auto della coppia nella piazzola; dopo pochi minuti, al ritorno, nel fosso. In quei pochi minuti il mostro ha rischiato seriamente di essere identificato. Ed e' fuggito". di TOMMASO CARMIGNANI e ANDREA CIAPPI Fonte: http://www.lanazione.it/empoli/cronaca/2009/11/30/266053-mostro_firenze.shtml
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DELITTO DI BACCAIANO - clamorose

rivelazioni sul duplice omicidio del

giugno del 82’

Clamorose rivelazioni sul duplice omicidio del giugno dell’82. L’investigatore, Davide Cannella, sostiene di conoscere l’assassino. Il film sul Mostro di Firenze, in programma il giovedi su Fox Crime, ha 'affrontato' anche il duplice omicidio di Baccaiano, avvenuto nel giugno ‘82 (Antonella Migliorini e Paolo Mainardi le vittime), suscitando reazioni contrastanti: invero, a Montespertoli la ferita e' ancora aperta e c'e' poca voglia di riparlarne. La pellicola ripercorre in pratica gli atti giudiziari, e riporta alla ribalta un caso, quello del Mostro, che da oltre quarant’anni tiene col fiato sospeso Firenze. Ne abbiamo parlato con un investigatore che collabora con l’avvocato Nino Filasto', storico difensore di Mario Vanni. E' Davide Cannella, dell’agenzia investigativa Falco di via Veneto a Lucca. Occorre premettere che, come conferma Cannella, gli accertamenti sono ancora in corso, e quindi non ci si puo' spingere oltre certi limiti. Cannella sostiene di avere in mano il nome del vero mostro, e che il duplice omicidio di Montespertoli rappresenta in tal senso una delle chiavi di volta. Anzi: di vera e propria svolta. Avrebbe compiuto tutti gli 8 delitti? "Tutti tranne uno, quello del 1983, a Giogoli. Perche' in quel momento si trovava in galera. Guardacaso, e' il duplice omicidio definito anomalo, perche' le vittime furono due uomini e non un uomo e una donna. Erano i due giovani tedeschi nel furgone. Quel delitto forse e' stato compiuto da qualcuno comunque molto vicino al nostro nome". Cannella spiega che questo nome appartiene a quello che era il clan dei sardi, "clan assolutamente da non sottovalutare, a quell’epoca. Forse aveva avviato una scalata criminale dentro il gruppo". Come si e' sviluppata la vostra investigazione? "Mi sono sempre dovuto confrontare con la storia del Mostro. Prima ero nell’Arma, ora sono investigatore privato. La conosco bene. Bisogna ricordare che, dopo che alcuni di questi omicidi erano avvenuti, una lettera anonima arriva agli inquirenti. Questa lettera dice che bisogna andare indietro a ricercare nel delitto del ‘68 a Signa per spiegare la serie. Dunque: chi può sapere che il duplice omicidio del ‘68 e' collegabile agli altri ? Di certo, uno che e' ben addentro alla faccenda, non un estraneo. Questa lettera anonima non c'e' piu''. E' stata perduta. Torniamo al nostro nome: ci sono agli atti testimonianze importanti che affermano che questi aveva la pistola, che seguiva Barbara Locci prima della sua atroce fine nel ‘68, che minacciava. Avrebbe tenuto la pistola in un baule della lambretta. Sapeva sparare, andava al poligono di tiro". Questo ‘nome’ ha abitato anche nell’Empolese, e sarebbe stato visto in zona anche nell’imminenza dell’omicidio Migliorini- Mainardi. Aveva alibi per gli altri omicidi? "Non si trovano alibi. Neppure per l’omicidio del 1985, quello agli Scopeti. E' possibile che, sulle stesse modalità del primo omicidio del ‘68, stesse tentando una scalata criminale". Tornando all’omicidio di Baccaiano, perche' e' fondamentale la sua ricostruzione? "Proprio perche' quella sera, il nostro nome aveva forse compiuto un sopralluogo, poi la sera stessa dopo l’uccisione dei due giovani era andato ad abbandonare la macchina lontano. C'era stato un intoppo: dopo l'uccisione, non poteva praticare le famigerate escissioni sulla piazzola proprio a fianco della strada. Allora si e' messo lui, il mostro, alla guida della macchina per raggiungere un luogo più appartato, macchina che pero' e' finita nel fosso sull'altro lato della strada. Vistosi in pericolo, il mostro ha abbandonato li l'auto, ha sparato ai fari e ha gettato via le chiavi. Ci sono giovani testimoni che percorrevano lo stradone in macchina: all'andata hanno visto l'auto della coppia nella piazzola; dopo pochi minuti, al ritorno, nel fosso. In quei pochi minuti il mostro ha rischiato seriamente di essere identificato. Ed e' fuggito". di TOMMASO CARMIGNANI e ANDREA CIAPPI Fonte: http://www.lanazione.it/empoli/cronaca/2009/ 11/30/266053-mostro_firenze.shtml
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