Istituto abilitato alle indagini e alle investigazioni previste dagli artt. 134 Tulps e art.327 bis e seg. del Codice di Proc. Penale
ILa coscienza e' la consapevolezza degli avvenimenti psichici e la capacita' di percezione di assimilazione mnemonica e il suo
relativo discernimento. E' indispensabile avere sempre presente, per avere una giusta cognizione di
questo complesso fenomeno, che la coscienza non si trova in un preciso punto del nostro cervello,
ma essa e' invece, l'estrapolazione di una complessa elaborazione, in funzione di vari fattori che
vengono ad interagire con l' insieme del nostro corpo. Occorre ricordare che la coscienza, risiede
soprattutto, nella complessa attivita' dei neuroni che di volta in volta vengono a trovarsi interessati
e stimolati dai nostri organi sensoriali. Una simbiotica ed unisona attivita' di tutti i neuroni,
determinerebbe, immancabilmente, uno stato di "incoscienza" identico a quello dei casi di
epilessia. E' stato osservato, in casi particolarmente interessanti, come la "disarmonia" neuronica
puo' determinare alcuni disturbi definiti di "spersonalizzazione del linguaggio", od anche il non
percepire o percepire inesattamente gli stimoli o le informazioni che giungono dall'esterno. In
estrema sintesi lo svolgersi del processo cognitivo e psicologico, nelle indagini penali puo' essere
forviato da alcuni disturbi degli organi di senso.
E' noto che si puo' vedere bene a grande distanza e male a piccola o viceversa (presbitia o miopia) oppure si puo' non riconoscere
alcuni colori e non percepirne altri (daltonismo). Anche l'udito e l'olfatto possono essere danneggiati o presentare particolari
patologie cliniche. Come pure puo' avvenire per le percezioni tattili.Quante volte abbiamo osservato il comportamento di alcuni
testimoni che posti di fronte alla necessita' di dovere riconoscere alcuni oggetti , hanno risposto, dopo averli lungamente osservati
e toccati, con : " si, mi sembra che esso sia un oggetto familiare" oppure "probabilmente e' questo l'oggetto che stavate
cercando….Toccandolo ed osservandolo, credo non vi siano dubbi. E' proprio l'oggetto che stavate cercando". A tale proposito, si
ricordi cosa dissero i familiari dei due ragazzi tedeschi assassinati dal Mostro di Firenze, quando gli inquirenti dell'epoca,
mostrando loro un portasapone in plastica sequestrato a casa del sospettato numero uno, Pietro Pacciani. I familiari, dopo averlo
osservato attentamente risposero dicendo :" Mi pare. Mi sembra. Forse, era quello che aveva mio figlio nel camper. Tale
circostanza non puo' e non deve essere considerata come valore assoluto di prova. L'avere avuto la percezione di familiarita' non
implica necessariamente la certezza che quel determinato oggetto sia stato veramente del loro congiunto. La circostanza di trovarsi
tra le mani un oggetto che potrebbe essere appartenuto al loro parente barbaramente ucciso, puo' averli indotti ad errori valutativi e
percettivi importanti e significativi, causati probabilmente anche dal modo in cui gli investigatori hanno mostrato loro l'oggetto. E'
stato osservato che ad una precisa domanda si possono ottenere due distinte e diverse risposte di segno diverso e opposto. La
cosa si presenta piu' frequente quando involontariamente, chi pone la domanda la precede da una serie di ragionamenti logici e da
un certo orientamento positivo e dalla speranza di ottenere delle risposte affermative.
Supponiamo di essere dei poliziotti e di dover, fare una domanda di questo tipo:
osservi questo porta sapone mi dica se lo ha mai visto sul camper di suo fratello " ?
Stessa domanda preceduta da una serie di ragionamenti:
"Finalmente siamo sualla strada giusta....siamo certi di essere sulle tacce dell'assassino di suo fratello....guardi questo porta
sapone ci dica se lo ha mai visto sul camper di suo fratello?
L'aver "volutamente" sottolineato il fatto di essere certi di una determinata cosa e di essere "finalmente" sulle tracce giuste di un
assassino, provoca nel cervello del testimone, l'incoscia reazione positiva di evere visto effettivamente il portasapone nel camper .
Se la domanda non e' preceduta da nessun "indirizzamento", sicuramente otterremmo una risposta, libera da concetti precostituiti e
privi di indotte illusioni tattili e sensoriali, ma certamente piu' vicina alla verita'. Spesso le nostre percezioni, possono subire illusioni
e/o allucinazioni. Le illusioni appartengono alla sfera dell'apprezzamento falso di sensazioni reali, mentre le allucinazioni fanno
parte della percezione di segni sensibili di una idea e di un fatto percettivo non provocato. Nel primo caso abbiamo un'errata
percezione in quanto veicolati da un preciso stimolo esterno . Nel secondo caso invece gli stimoli arrivano dall’interno. Le illusioni
possono essere provocate da passeggeri momenti di stress e di stanchezza o da una leggera eccitazione dello spirito. Le illusioni,
consistono in errori di sintesi percettiva, determinando una immagine deformata ma non interamente falsa della realta' come nei
casi di osservazioni in particolari condizioni di luce, la lontananza dalla circostanza osservata la percezione errata di un colpo
d'arma da fuoco sparato in una certa direzione e cosi' via dicendo. Come e' noto tra le illusioni, quelle visive sono forse tra le più
frequenti. Credo sia capitato ad ogni uno di noi avere subito, almeno una volta nella vita un'illusione visiva. Illusioni che spesso
possono suggestionare intere collettivita'. Non e' infrequente che decine e decine di persone hanno asserito di avere osservato
dischi volanti e simili oggetti "extraterrestri". E' provato che i due terzi delle apparizioni divine sono purtroppo frutto di illusioni.
Altrettanto frequenti sono le illusioni uditive. Quanti di noi hanno avuto la percezione di sentire suoni e voci risultate poi inesistenti ?
Un esempio: Una giovane donna, imputata di infanticidio, confessa di aver gettato la sua creatura dalla finestra subito dopo averlo
partorito e sentito il suo primo vagito. La perizia stabili' invece che il bimbo era nato morto e quindi, la donna, non poteva avere
udito il bambino vagire. Molti altri errori percettivi causati dalla nostra psiche potrebbero essere esaminati, come ad esempio quelli
dell’olfatto, ma non voglio rischiare di diventare prolisso. Mi preme invece aver evidenziato alcuni aspetti legati al processo
dell’interrogatorio, sia dell’imputato come pure del testimone. Processo che se pilotato puo' causare gravi e irreparabili errori
giudiziari. Ricorderete, al processo per l’uccisione di Marta Russo, quanti e quali problemi ebbe a causare la testimonianza della
Sig.ra Alletto quando riferi' di avere visto nell'aula 6 dell'Università degli studi di Roma, con una pistola in mano Scattone e Ferraro.
La Sig.ra Alletto ha visto veramente quello che poi ha dichiarato agli inquirenti ?
Potrebbe essere stata involontariamente indirizzata verso una cosiddetta testimonianza "pilotata" ?
Potrebbe avere subito alcuni errori del processo percettivo e sensoriale ?
Gli inquerenti possono essere vittime loro stessi da errori percettivi e sensoriali ?
Probabilmente si!
Gli errori cognitivi