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FALCO INVESTIGAZIONI DI Cannella Davide - Via A. De Gasperi , nr.83 / 55100 Lucca / P.IVA 01288520461 Istituto abilitato alle indagini e alle investigazioni previste dagli artt. 134 Tulps e e art.327 bis e seg. del Codice di Proc. Penale
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SEQUESTRO OSTINI - comprato il silenzio di un fiancheggiatore

Criminalpol e Procura fiorentina hanno avviato le verifiche sulle clamorose rivelazioni di Pietrino Mongile, il pentito dell'anonima sequestri in Toscana, secondo cui otto persone sarebbero in carcere innocenti per il rapimento e l'omicidio dell'imprenditore milanese Marzio Ostini, avvenuto il 31 gennaio 1977 a San Casciano di Bagni. Mongile oltre a confessare di aver partecipato al sequestro insieme a Antonio Soru e Lussorio Salaris ; (ucciso alcuni anni fa per aver fatto sparire il riscatto, chiama in causa come "fiancheggiatore" Giovanni Brazzi, pastore sardo residente a Palazzone in provincia di Siena. Nella deposizione inviata al procuratore aggiunto Francesco Fleury, Pietrino Mongile afferma di aver comprato con 30 milioni dei riscatto Ostini il silenzio di Brazzi "perché a conoscenza dei fatti". Secondo l'associazione vittime dell'ingiustizia che da tempo chiede di far chiarezza su questa tragica vicenda "Brazzi si appresterebbe a lasciare l'Italia dopo che Mongile ha vuotato il sacco". L'Avi in base ad una indagine svolta da una agenzia di investigazioni privata la Falco di Lucca ) sostiene che "Brazzi ha improvvisamente messo in vendita al migliore offerente tutto il suo gregge di pecore e si appresterebbe a . partire insalutato ospite". "Sarebbe opportuno - sostiene il segretario nazionale dell'Avi Giacomo Fassino - che la magistratura fiorentina venuta in possesso della confessione spontanea dei collaboratore di giustizia Mongile intervenisse tempestivamente per interrogare sui fatti Giovanni Brazi che é stato chiamato in correità come complice dal Mongile, prima che costui si renda uccel di bosco". I'Avi osserva che se "Mongile é stato credibile nelle sue precedenti rivelazioni per far luce sui sequestri di Esteranne Ricca e Dante Belardinelli, allora anche la chiamata in correità dei Brazzi deve essere subito presa nella dovuta considerazione". In sostanza l'Avi sostiene che se Mongile é attendibile per i sequestri Ricca e Belardinelli (tanto da godere dei programma di protezione) non si capisce perché ora che racconta la verità su un sequestro per il quale otto persone si troverebbero in carcere innocenti da 18 anni non dovrebbe essere considerata onesta e genuina. Per il sequestro Ostini si trovano detenuti con pena passata in giudicato Melchiorre Contena, Bemardino Contena, Pietro de Murtas, Marco Montalto, Battista Contena, Giacomino Baragliu, Gianfranco Pirrone e Giovanni Piredda. Per un eventuale revisione dei processo, l'unica possibilità é che sia ritrovato il corpo dell'imprenditore, che. secondo Mongie non é stato dato in pasto ai maiali ma é stato sepolto nel podere un tempo di proprietà di Salaris. Finora le ricerche fatte da polizia e carabinieri hanno dato esito negativo, ma il pentito sostiene di essere in grado di indicare il luogo dove venne sepolto. il terreno in qesti anni ha subito delle modifiche, alcune piante sono state tagliate. Ma Mongile afferma che con l'aiuto di un boscaiolo che ha eseguito i tagli delle piante saprebbe ritrovare la fossa dove Salaris seppellì l'industriale per il quale la famiglia pagò un riscatto di un miliardo e 200 milioni.
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SEQUESTRO OSTINI - comprato il

silenzio di un fiancheggiatore

Criminalpol e Procura fiorentina hanno avviato le verifiche sulle clamorose rivelazioni di Pietrino Mongile, il pentito dell'anonima sequestri in Toscana, secondo cui otto persone sarebbero in carcere innocenti per il rapimento e l'omicidio dell'imprenditore milanese Marzio Ostini, avvenuto il 31 gennaio 1977 a San Casciano di Bagni. Mongile oltre a confessare di aver partecipato al sequestro insieme a Antonio Soru e Lussorio Salaris ; (ucciso alcuni anni fa per aver fatto sparire il riscatto, chiama in causa come "fiancheggiatore" Giovanni Brazzi, pastore sardo residente a Palazzone in provincia di Siena. Nella deposizione inviata al procuratore aggiunto Francesco Fleury, Pietrino Mongile afferma di aver comprato con 30 milioni dei riscatto Ostini il silenzio di Brazzi "perché a conoscenza dei fatti". Secondo l'associazione vittime dell'ingiustizia che da tempo chiede di far chiarezza su questa tragica vicenda "Brazzi si appresterebbe a lasciare l'Italia dopo che Mongile ha vuotato il sacco". L'Avi in base ad una indagine svolta da una agenzia di investigazioni privata la Falco di Lucca ) sostiene che "Brazzi ha improvvisamente messo in vendita al migliore offerente tutto il suo gregge di pecore e si appresterebbe a . partire insalutato ospite". "Sarebbe opportuno - sostiene il segretario nazionale dell'Avi Giacomo Fassino - che la magistratura fiorentina venuta in possesso della confessione spontanea dei collaboratore di giustizia Mongile intervenisse tempestivamente per interrogare sui fatti Giovanni Brazi che é stato chiamato in correità come complice dal Mongile, prima che costui si renda uccel di bosco". I'Avi osserva che se "Mongile é stato credibile nelle sue precedenti rivelazioni per far luce sui sequestri di Esteranne Ricca e Dante Belardinelli, allora anche la chiamata in correità dei Brazzi deve essere subito presa nella dovuta considerazione". In sostanza l'Avi sostiene che se Mongile é attendibile per i sequestri Ricca e Belardinelli (tanto da godere dei programma di protezione) non si capisce perché ora che racconta la verità su un sequestro per il quale otto persone si troverebbero in carcere innocenti da 18 anni non dovrebbe essere considerata onesta e genuina. Per il sequestro Ostini si trovano detenuti con pena passata in giudicato Melchiorre Contena, Bemardino Contena, Pietro de Murtas, Marco Montalto, Battista Contena, Giacomino Baragliu, Gianfranco Pirrone e Giovanni Piredda. Per un eventuale revisione dei processo, l'unica possibilità é che sia ritrovato il corpo dell'imprenditore, che. secondo Mongie non é stato dato in pasto ai maiali ma é stato sepolto nel podere un tempo di proprietà di Salaris. Finora le ricerche fatte da polizia e carabinieri hanno dato esito negativo, ma il pentito sostiene di essere in grado di indicare il luogo dove venne sepolto. il terreno in qesti anni ha subito delle modifiche, alcune piante sono state tagliate. Ma Mongile afferma che con l'aiuto di un boscaiolo che ha eseguito i tagli delle piante saprebbe ritrovare la fossa dove Salaris seppellì l'industriale per il quale la famiglia pagò un riscatto di un miliardo e 200 milioni.
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